Telefonate e appuntamenti

Segretaria virtuale: cos’è, quanto costa e come scegliere tra umana e IA

Segretaria virtuale - Segretaria di studio al telefono mentre annota un appuntamento.

Una segretaria virtuale è un servizio che risponde al telefono al posto tuo senza personale in sede. Oggi esiste in tre forme diverse — operatori umani in outsourcing, risponditori automatici e assistenti IA conversazionali — con costi che vanno da poche decine a qualche centinaio di euro al mese. La differenza che conta di più non è il prezzo di listino: è come cresce la spesa quando cresce il numero di chiamate.

Redazione Assistente Gestionale  ·  Aggiornato luglio 2026  ·  Lettura 9 min

Cos’è una segretaria virtuale, e le tre cose diverse che si chiamano così

Con “segretaria virtuale” in Italia si indicano servizi che non hanno quasi nulla in comune, e il primo passo per scegliere bene è capire di quale si sta parlando.

Risposta telefonica in outsourcing

Un team di operatori risponde con il nome della tua attività, prende messaggi, fissa appuntamenti e ti manda un riepilogo.

Segretaria telefonica evoluta

La casella vocale digitale integrata in un centralino cloud: registra e inoltra, ma non parla con nessuno.

Assistente virtuale freelance

Una professionista che lavora a distanza su più clienti e segue anche amministrazione, email e organizzazione. Una collaborazione, non un canone.

Dal 2023 si è aggiunta una quarta categoria, quella che sta ridisegnando il mercato: la segretaria virtuale basata su IA conversazionale, un software che sostiene una telefonata in linguaggio naturale, interroga l’agenda in tempo reale e chiude la prenotazione senza intervento umano.

Se stai cercando qualcuno che risponda al telefono, le opzioni reali sono tre: umano, risponditore, IA.

Le tre forme a confronto

Operatori umaniRisponditore / IVRIA conversazionale
Chi rispondePersona reale in call centerMessaggio registrato, scelte a tastieraSoftware vocale
OrariFascia definita, in genere 9-19SempreSempre
Chiamate in paralleloLimitate dal personale disponibileUna per lineaPiù chiamate insieme
Prende appuntamentiSì, se ha accesso alla tua agendaNoSì, sull'agenda in tempo reale
Gestisce l'imprevistoSì, con buon sensoNoEntro il perimetro configurato
Modello di costoCanone basso + consumo al minutoIncluso nel centralinoCanone con minuti inclusi + extra soglia
Costo ricorrente17-40 €/mese + 0,54-0,79 €/minDa 0 a pochi euro100-400 €/mese + 0,04-0,20 €/min oltre soglia
Costo di attivazioneNessuno in fattura; briefing e aggiornamenti a carico del tuo tempoNessunoDa alcune centinaia a qualche migliaio di euro, una tantum

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La riga da leggere per prima è la penultima: il modello di costo. È lì che si decide quale soluzione conviene, molto più che nel prezzo esposto in homepage.

Quanto costa davvero una segretaria virtuale

Il numero che vedi pubblicizzato — “da 19 euro al mese”, “da 39 euro al mese” — è quasi sempre il canone, non la spesa. Nei servizi con operatori umani il canone dà l’accesso al servizio; poi ogni chiamata si paga a parte, con uno scatto alla risposta e una tariffa al minuto. I listini pubblici italiani consultati a luglio 2026 si collocano tra 0,54 e 0,79 euro al minuto a seconda del pacchetto, e alcuni operatori addebitano anche i tentativi di risposta non andati a buon fine, nell’ordine di 10 centesimi ciascuno.

Va detto subito che il consumo esiste anche nei piani IA, e chi sostiene il contrario ti sta vendendo qualcosa. Un canone “flat” ha quasi sempre una soglia di minuti inclusi e una tariffa per quelli in più. Il nostro piano parte da 100 € al mese con 1.000 minuti inclusi e 0,04 € per ogni minuto oltre la soglia.

A questo si può aggiungere la voce premium, che porta il canone a 250 € e il costo oltre soglia a 0,09 €: cambia la qualità espressiva della voce e le opzioni di personalizzazione, non le funzioni. Latenza, gestione delle interruzioni, accesso all’agenda e integrazioni sono identici nei due piani. La consigliamo a chi riceve molte prime chiamate da nuovi utenti, dove il timbro è parte dell’impressione che l’azienda lascia; per uno studio o un’azienda con clienti abituali, che chiamano per spostare un appuntamento, il piano base fa lo stesso lavoro.

La differenza rispetto al servizio umano non è quindi l’assenza del consumo. È il suo prezzo: oltre dieci volte più basso, perché oltre la soglia non c’è una persona pagata a ore dall’altra parte del telefono.

Vediamolo su tre scenari, mettendo a confronto un servizio umano a 0,59 €/min più canone con il nostro piano base.

Studio piccolo

300 min/mese

Operatori umani~220 €
Segretaria IA100 €

Circa 15 minuti al giorno, dentro la soglia inclusa.

Traffico reale

900 min/mese

Operatori umani~570 €
Segretaria IA100 €

Circa 45 minuti al giorno, ancora dentro la soglia inclusa.

Studio in crescita

1.500 min/mese

Operatori umani~925 €
Segretaria IA120 €

100 € più 500 minuti extra a 0,04 €.

Il punto di pareggio, con questi listini, sta intorno ai 140 minuti al mese: sette minuti di telefonate al giorno. Sopra quella soglia la forbice si allarga rapidamente, e si allarga proprio perché il costo marginale di una chiamata in più è quasi nullo per il software e pieno per un operatore.

Prima di prendere questi numeri per quello che sembrano, però, vanno letti insieme a due cose che la tabella non dice. La prima è l’attivazione, che nel modello a operatori non esiste e qui sì — ne parliamo qui sotto. La seconda è che una persona al telefono gestisce l’imprevisto meglio di qualsiasi configurazione: se le tue telefonate sono spesso fuori copione, quel margine vale più della differenza di canone.

La voce che quasi nessuno mette in preventivo

Qui c’è un’asimmetria che va spiegata bene, perché a prima vista sembra sfavorevole all’IA: i costi di attivazione.

Con operatori umani

Nessun costo di attivazione in fattura: si sottoscrive il pacchetto, si devia il numero, e nel giro di poche ore o pochi giorni il servizio è operativo. Diversi fornitori offrono anche due settimane di prova gratuita.

Ma un processo di avviamento c’è: con il fornitore si definiscono tono di voce, messaggi, script di risposta e orari di copertura, e gli operatori vengono formati sui tuoi servizi. Uno dei fornitori italiani lo scrive senza giri di parole: “la riuscita dell’assistente è proporzionale alla cura che il cliente stesso mette nel prepararla”.

Quel costo esiste: non compare in fattura perché è tempo tuo. E si ripresenta a ogni cambiamento — un listino aggiornato, una prestazione nuova, un professionista che entra, una rotazione di personale dall’altra parte del telefono.

Con una segretaria IA

L’attivazione è visibile, fatturata e concentrata all’inizio: knowledge base, agende, voce, collegamento al centralino, e soprattutto l’integrazione con il gestionale già in uso, che è la voce più impegnativa perché richiede un accesso via API. A seconda della complessità si va da alcune centinaia a qualche migliaio di euro una tantum.

Ma quella spesa compra due cose. La prima è la configurazione. La seconda, meno evidente e più importante, è l’autonomia: nella fasi di avviamento le conoscenze base dell’IA non vengono solo scritte per te, ma ti viene insegnato a modificarle.

Finito il periodo di formazione entri nell’interfaccia, cambi il prezzo di una prestazione, aggiungi un professionista, sposti un orario — e l’assistente risponde con l’informazione nuova già alla telefonata successiva. Senza ticket, senza attese, senza costi aggiuntivi.

È qui che la differenza diventa strutturale, e riguarda un punto che di solito nessuno considera: la verificabilità. Con un servizio umano ogni variazione è una comunicazione che fai al fornitore e che deve raggiungere tutte le persone che rispondono per te — e non hai modo di sapere se è arrivata a tutte, o se stasera risponderà qualcuno che ha in mente il listino vecchio. Con una knowledge base l’informazione o è aggiornata o non lo è, allo stesso modo per ogni chiamata, e puoi controllarlo in due secondi.

Resta vero che gli interventi di una certa portata — un flusso conversazionale nuovo, un’integrazione aggiuntiva — richiedono ancora il fornitore e vanno a preventivo. Ma la manutenzione ordinaria, quella che capita ogni settimana, torna nelle mani dello studio.

Non è quindi che una soluzione ha un costo di avviamento e l’altra no. È che in un caso lo paghi una volta in fattura e al termine ti resta una competenza; nell’altro lo paghi in ore, ogni volta che qualcosa cambia, per tutta la durata del contratto.

In ogni caso, quando chiedi un preventivo fai sempre due domande, a chiunque: quanto costa l’attivazione, e quante ore mie serviranno. Un canone basso con un’attivazione onerosa può costare, sui dodici mesi, più di un canone alto con un avvio rapido — e vale anche il contrario.

E una segretaria assunta?

Con il CCNL Commercio il costo per il datore di lavoro parte da circa 1.250 € al mese di retribuzione, a cui si aggiungono contributi, TFR e mensilità aggiuntive. È un dato che i servizi di segretaria virtuale citano apertamente, ed è corretto tenerlo presente: nessuna delle tre opzioni di cui parliamo sostituisce una segretaria, perché nessuna accoglie i pazienti in sala d’attesa, incassa, gestisce i materiali o si accorge che la signora al banco ha bisogno di sedersi.

Ma il confronto corretto non è persona o sistema: è quando. La persona c’è dal lunedì al venerdì, in orario, quando sta bene e quando non è in ferie. Il sistema c’è il resto del tempo — la sera, il sabato, la settimana di agosto, il giorno in cui la segretaria è a casa con l’influenza e lo studio resta aperto lo stesso. In quelle ore non sta sostituendo nessuno: sta coprendo ore in cui oggi il telefono squilla a vuoto.

Il punto che cambia tutto

Il confronto sul minuto è il confronto sbagliato

Fin qui abbiamo messo a confronto le tre opzioni su una sola grandezza: quanto costa far rispondere il telefono. È il confronto che fanno tutti, ed è il motivo per cui molti studi scelgono male. La domanda più utile è un’altra: cosa resta quando la telefonata finisce.

Con un servizio di risposta umano resta un messaggio, o un appuntamento annotato sull’agenda. Va benissimo, ma è tutto: il servizio si esaurisce con la chiamata, e la chiamata successiva ricomincia da zero. Con un sistema conversazionale integrato, dalla stessa telefonata restano quattro cose.

Il contatto

Registrato in anagrafica, con numero riconosciuto e storico degli appuntamenti precedenti.

L’appuntamento

Già nell’agenda giusta, con professionista, sala e durata corretti.

La conversazione

Trascrizione integrale e riassunto automatico, consultabili quando serve.

L’esito

Classificato: nuova prenotazione, spostamento, richiesta di informazioni, chiamata riagganciata.

A fine mese hai un dato che prima non avevi: quante persone chiamano, a che ora, per chiedere cosa, e quante rinunciano.

Da lì in avanti la differenza smette di riguardare il telefono. Se il sistema è collegato al gestionale o al CRM, l’appuntamento può diventare fattura elettronica da inviare al Sistema Tessera Sanitaria, un dato utile alla business intelligence, una futura opportunità da inserire nei propri flussi marketing, senza reinserimenti manuali. Se un paziente disdice alle undici di sera, lo slot torna disponibile nello stesso istante invece che il mattino dopo. Il tempo che si recupera non è solo quello passato a parlare al telefono: è quello passato a trascrivere, ricopiare, esportare, cercare in agenda e richiamare.

È per questo che il confronto puramente tariffario sottostima l’IA e sopravvaluta il servizio umano. Il primo è un pezzo di infrastruttura del front office, il secondo è un servizio a ore. È la ragione per cui, su volumi alti, i costi di front office possono scendere di quasi il 90%.

Con un’avvertenza, però: l’infrastruttura vale solo se qualcuno la usa. Se in studio nessuno guarderà mai una statistica e il gestionale non verrà mai collegato, allora il confronto sul minuto torna a essere quello giusto — e vale esattamente quanto abbiamo scritto sopra.

Cosa fa concretamente una segretaria virtuale basata su IA

La telefonata si svolge così: il sistema risponde al primo squillo, capisce la richiesta espressa in linguaggio naturale, fornisce informazioni guidando l’utente verso il servizio adatto, interroga l’agenda in tempo reale, propone gli slot realmente liberi tenendo conto di professionista, sala e durata della prestazione, registra la prenotazione e invia la conferma. Ogni conversazione resta a disposizione come trascrizione e come riassunto automatico.

Ecco una conversazione tipo, ricostruita fedelmente sulle chiamate che gestiamo ogni giorno. Questa è arrivata alle 20:40, a studio chiuso.

Chiamata in ingresso · 20:40Studio chiuso

Assistente

Studio Medico (omissis), buonasera. Come posso aiutarla?

Chiamante

Buonasera, volevo prenotare una visita dermatologica. Ma siete aperti a quest'ora?

Assistente

Lo studio è chiuso, ma posso prendere io la prenotazione. Per la visita dermatologica ho disponibilità giovedì 12 alle 15:30 con la dottoressa (omissis), oppure lunedì 16 alle 9:00. Quale preferisce?

Chiamante

Giovedì va bene. Senta, io ho un neo che si è ingrossato, secondo lei devo fare prima qualche esame?

Assistente

Su questo non posso darle un'indicazione: sarà la dottoressa a valutarlo durante la visita. Lascio comunque una nota così da informarla del motivo della visita. Le confermo giovedì 12 alle 15:30?

Chiamante

Sì, perfetto.

Assistente

Registrato. Le arriva ora un messaggio di conferma su questo numero, e un promemoria il giorno prima. Buona serata.

Il messaggio evidenziato è il più importante: alla domanda clinica l'assistente non risponde

Vale la pena soffermarsi su quel messaggio, perché quasi nessuna demo lo mostra: alla domanda clinica l’assistente non risponde. Non improvvisa, non rassicura, non azzarda. Prende nota e restituisce la questione al medico. Un sistema configurato bene è definito tanto da ciò che si rifiuta di fare quanto da ciò che sa fare.

L’altra metà del lavoro avviene dopo la prenotazione: i promemoria su WhatsApp a cadenza scalata (24 ore prima, 2 ore prima), la lettura delle risposte libere del paziente — “confermo”, “devo spostare”, “non riesco a venire” — e la liberazione immediata dello slot quando arriva una disdetta, così che possa essere riassegnato.

E quindi, ti serve davvero una segretaria IA?

Fin qui abbiamo descritto cosa sono le tre opzioni e in cosa differiscono. Ma sapere come funziona una segretaria virtuale non serve a nulla, se non aiuta a decidere.

Da qui in avanti l’articolo cambia registro: niente più descrizioni, solo strumenti per capire quale delle tre ha senso nel tuo studio — ammesso che una ne abbia. Si parte dalla parte che di solito nessun fornitore mette per iscritto, cioè i casi in cui un’IA al telefono non conviene. Poi tre domande per misurare il tuo volume reale. Infine l’aritmetica per stimare il ritorno sui tuoi numeri, non sui nostri.

Cosa non conviene affidare a un’IA

Sappiamo che un articolo mirato per lo più a spingere una vendita non si soffermerebbe su questa parte, ma è quella che ti serve davvero per decidere.

Le chiamate dal contenuto professionale

Un consiglio clinico, un’indicazione legale, una valutazione fiscale: qualunque cosa richieda responsabilità professionale non deve uscire da un sistema automatico, e un sistema serio è configurato per rifiutarsi di darla.

Le conversazioni emotive

Un reclamo acceso, una comunicazione delicata, una persona in difficoltà. L’inoltro a un operatore umano deve essere immediato e previsto in configurazione.

Le trattative complesse

Un primo contatto commerciale ad alto valore, dove il modo in cui si costruisce il rapporto conta più dell’informazione scambiata.

I volumi molto bassi

Non per il canone, che ormai incide poco, ma per l’avviamento: sotto una manciata di chiamate al giorno non vale la pena affrontare configurazione e integrazione per automatizzare qualcosa che gestisci in cinque minuti. È una risposta che ci capita di dare in fase di demo, e fa risparmiare tempo a tutti.

Tre domande per capire quale ti serve

01

Quante chiamate ricevi davvero al mese, e per quanti minuti?

È il dato che decide quasi tutto, e quasi nessuno lo conosce. Chiedilo al tuo operatore telefonico o guarda i log del centralino prima di chiedere qualsiasi preventivo.

02

Quante arrivano fuori orario?

Se la quota fuori orario è marginale, un servizio umano in fascia 9-19 ti basta. Se è consistente — e negli studi medici lo è quasi sempre — la copertura continua è il vero argomento a favore dell’IA, più del prezzo.

03

Quanto è standardizzabile la richiesta tipica?

Se l’80% delle chiamate sono “vorrei un appuntamento”, “a che ora siete aperti”, “quanto costa la visita”, quell’80% è automatizzabile bene — ed è il caso in cui i risultati sono più netti, come in un’azienda di servizi che gestisce oltre 400 richieste al giorno. Se ogni telefonata è un caso a sé, l’automazione darà meno di quanto ti aspetti.

Cosa cambia in numeri, e come fare il conto sulla tua realtà

Partiamo da quello che è pubblico e verificabile analizzando il contesto di studi e strutture mediche, una delle categorie che più spesso ricerca soluzioni evolute per la gestione della segreteria. In Italia il tasso di mancate presentazioni si colloca tra il 15% e il 20% secondo le rilevazioni AGENAS del 2024, con punte del 25-30% in alcune specialità; una revisione sistematica pubblicata su Health Policy nel 2018, che ha analizzato 105 studi internazionali, colloca la media intorno al 23%.

Sull’efficacia dei promemoria automatici i dati convergono: un osservatorio italiano su oltre 212.000 prenotazioni indica una riduzione delle assenze del 32%, mentre le rilevazioni sul canale WhatsApp riportano riduzioni del 35-45%, favorite da tassi di apertura vicini al 98%. La configurazione più efficace risulta il doppio promemoria — uno a 48 ore, uno il giorno stesso — mentre il terzo messaggio non aggiunge risultati e infastidisce.

Su questo sfondo, ecco cosa osserviamo noi. Seguiamo una decina di studi professionali italiani di piccole dimensioni — da uno a quattro professionisti, con una sola persona in segreteria: studi medici, studi di commercialisti, studi di consulenza. Realtà diverse per contenuto ma sovrapponibili per organizzazione del front office, perché condividono la stessa struttura: un’agenda da riempire, telefonate ripetitive concentrate in poche fasce, una sola persona che le riceve mentre sta facendo altro.

Il no-show scende di circa un terzo

Partendo da un tasso del 18%, significa scendere intorno al 12%. L’effetto viene dal promemoria interattivo — quello a cui il paziente può rispondere “non riesco” e ottenere subito un’alternativa — più che dal promemoria in sé.

Le prenotazioni aumentano

Per due motivi che si sommano: non si perdono più le chiamate fuori orario, e lo slot liberato da una disdetta torna disponibile nell’istante in cui la disdetta arriva, non il mattino dopo.

Il tempo di segreteria si riduce

Le ore dedicate al telefono e alla gestione manuale dell’agenda si riversano sull’accoglienza allo sportello — che è la parte del lavoro che nessun software può fare.

Il conto che conta è il tuo

I nostri numeri valgono meno di quelli che puoi ricavare tu in cinque minuti. La formula è questa.

appuntamenti al mese × tasso di no-show × valore medio della prestazione
= quanto ti costa oggi l’agenda vuota

Un esempio concreto. Uno studio con 80 appuntamenti al mese e un no-show del 18% perde circa 14 appuntamenti; a un valore medio di 80 €, sono poco meno di 1.150 € al mese di agenda vuota. Recuperarne un terzo vale intorno ai 380 € al mese — più del triplo del canone d’ingresso, prima ancora di contare le chiamate che oggi restano senza risposta e i clienti che, non ottenendo risposta, chiamano altrove.

Rifai il conto con i tuoi numeri. Se il risultato è sotto il canone, non ti serve.

Ordini di grandezza osservati su un campione di circa dieci studi professionali italiani di piccole dimensioni nel primo semestre 2025, letti alla luce dei dati di settore citati sopra. I risultati su strutture di dimensioni o organizzazione diverse possono variare in modo sensibile. Il dettaglio del verticale studi medici

Storie di successo

Chi l’ha già fatto, e com’è andata

Fin qui sono ragionamenti: soglie, tariffe, criteri di scelta. Restano teorici finché non si vede come si comportano in un’attività vera. Queste tre realtà hanno affrontato la stessa decisione che stai valutando tu — volumi, orari di copertura, telefonate ripetitive — e hanno misurato cosa è cambiato dopo.

Studi professionali

ST Corporate
Scadenze rispettate e clienti fidelizzati

5 sedi · 1.000+ clienti · 0 overbooking

La segreteria diffusa di cinque studi commerciali, con le agende di tutte le sedi su un unico sistema.

Leggi la storia →

Studi professionali

Studio Marco Mondadori
Una segreteria che capisce la materia

−50% interruzioni · 0 richieste perse

Chiamate smistate per materia fiscale e richieste inevase protette da report puntuali.

Leggi la storia →

Aziende di servizi

Calabra Maceri
Front-office automatico per 150.000 utenti

+400 richieste/giorno · −100% code

Centralino e WhatsApp gestiti dalla segretaria IA, con le code di attesa azzerate.

Leggi la storia →

Ci sono anche un’azienda di servizi che ha abbattuto del 90% i costi di front office, un voicebot collegato al CRM che qualifica i nuovi contatti, un comando di polizia locale e un servizio di assistenza su quattro canali.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra una segretaria virtuale e segreteria telefonica?

La segreteria telefonica registra un messaggio quando non rispondi. La segretaria virtuale risponde davvero alla chiamata — con un operatore o con un’IA — e può prendere una prenotazione, dare un’informazione o smistare la richiesta.

Una segretaria virtuale IA può prendere appuntamenti sull'agenda vera?

Sì, se è collegata al gestionale o al calendario dello studio. È la differenza fra un sistema che prende un messaggio e uno che chiude la prenotazione: senza accesso all’agenda in tempo reale, l’IA propone slot che potrebbero essere già occupati.

Quanto costa una segretaria virtuale al mese?

I servizi con operatori umani hanno canoni da 17-40 euro più un consumo di 0,54-0,79 euro al minuto. I servizi IA hanno canoni tra 100 e 400 euro al mese con un pacchetto di minuti incluso e una tariffa ridotta oltre la soglia, tra 0,04 e 0,20 euro al minuto, più un costo di attivazione una tantum. Il nostro piano parte da 100 euro con 1.000 minuti inclusi. Il pareggio con un servizio a consumo si colloca intorno ai 140 minuti mensili. Listini pubblici consultati a luglio 2026.

I clienti si accorgono che sta parlando con un'IA?

Alcuni sì, altri no. La domanda più utile è un’altra: preferiscono parlare con un’IA che risponde al primo squillo alle nove di sera, o con un telefono che squilla a vuoto? Nella nostra esperienza la reazione negativa arriva quasi sempre quando il sistema finge di essere umano, non quando lo dichiara.

Devo chiamare il fornitore ogni volta che cambio un prezzo o un orario?

Non dovrebbe servire, ed è una domanda da fare prima di firmare. In un servizio con operatori ogni variazione passa dal fornitore, che deve poi propagarla a tutte le persone che rispondono. In un sistema basato su knowledge base la modifica la fai tu dall’interfaccia e vale dalla telefonata successiva. Verifica che l’onboarding includa la formazione su questo: la differenza tra essere autonomo e dipendere da un ticket, su tre anni di contratto, è enorme.

Una segretaria virtuale può sostituire la segretaria dello studio?

No, e nessun fornitore serio lo promette: il front office comprende accoglienza, incassi, materiali e cento micro-decisioni che richiedono una persona presente. Quello che una segretaria virtuale copre sono le ore in cui la persona non c’è — sere, weekend, ferie, malattia — e la quota di telefonate ripetitive che oggi la interrompono mentre è allo sportello con un paziente.

È conforme al GDPR registrare e trascrivere le chiamate?

Sì, a condizione che l’informativa sia data all’inizio della chiamata, che la base giuridica sia corretta e che i dati restino su infrastrutture conformi. Nel caso dei dati sanitari servono in più protocolli di anonimizzazione e la garanzia che le conversazioni non vengano usate per addestrare i modelli.

Redazione Assistente Gestionale — Caliò Informatica S.r.l.

Questo articolo è redatto con l’assistenza dell’IA e verificato dal team che segue quotidianamente l’installazione e la configurazione dell’Assistente presso studi professionali italiani. I listini citati sono stati verificati alla data di pubblicazione. Il contenuto sostituisce e aggiorna un articolo pubblicato originariamente nell’agosto 2024 su aida.calio.it.

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